Guida in stato d’ebbrezza: la messa alla prova evita la confisca della vettura?

In un nostro precedente articolo abbiamo parlato di guida in stato di ebbrezza ed in particolare delle conseguenze legate alla messa alla prova.

Tale soluzione presenta numerosi benefici, tra cui il fatto che, in caso di esito positivo del periodo di prova, il processo non si conclude con una sentenza di condanna ma con una sentenza che dichiara estinto il reato.

Inoltre, alla luce dei recenti interventi della Corte Costituzionale (sentenze n. 75/2020 e n. 163/2022), similmente a quanto accade in caso di svolgimento dei lavori di pubblica utilità, il Prefetto deve disporre la revoca della confisca (prevista dall’art.186, lett. c), C.d.S. per i casi più gravi) ed il dimezzamento della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida.

Alla luce delle argomentazioni impiegate dalla Corte, tale esito sembrava però circoscritto alle sole ipotesi di cui all’art. 186, comma 2, lett. b) e c), (ebbrezza dal 0,8 g/l sino a 1,5 g/l e oltre 1,5 g/l), con l’esclusione delle ipotesi in cui il conducente abbia provocato un incidente stradale (art. 186, comma 2 bis, C.d.S.).

Tuttavia, occorre segnalare che vi sono state delle recenti pronunce della Cassazione Civile di segno opposto (sent. 36399/2021 e 3019/2024), le quali hanno accolto i ricorsi presentati dai privati, revocando – anche in presenza di un incidente stradale – i provvedimenti che avevano disposto la revoca della patente e la confisca della vettura.

Invero entrambe le decisioni risultano motivate in maniera alquanto succinta e non paiono confrontarsi con le indicazioni rese dalla Corte Costituzionale: pertanto è da attendersi a breve altri interventi in materia, che auspichiamo possano fare finalmente chiarezza su una questione che presenta ancora troppe incertezze.

Tali precedenti aprono degli importanti spiragli per cercare di minimizzare i danni derivanti magari da una leggerezza; anche se, come sempre, il consiglio è quello di evitare di mettersi alla giuda dopo aver bevuto per non creare un pericolo per se stessi e soprattutto per gli altri.

Avv. Patrizio Paolo Palermo ©

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