Spese straordinarie per i figli: una guida completa ed esame del Protocollo in uso a Udine

“Ma io ti passo già l’assegno mensile, arrangiati tu!”

Oppure, sul fronte opposto: “Ho pagato il dentista e la gita scolastica tre mesi fa, e ancora non ho visto un euro della tua quota!”

Se queste frasi Ti suonano familiari, sappi che non sei sola/o.

Nel mio studio, il tema dei rimborsi è una delle cause più frequenti di nuovi conflitti dopo la separazione. È quel momento in cui la stanchezza prende il sopravvento e ogni scontrino diventa un pretesto per riaccendere vecchi rancori.

Capisco profondamente la Tua frustrazione. Dover “elemosinare” il rimborso per una spesa necessaria per Tuo Figlio, che hai già anticipato da tempo, è avvilente, così come lo è sentirsi un bancomat a cui vengono presentati conti su cui non si ha avuto voce in capitolo. Oggi facciamo chiarezza definitiva, partendo dalle regole generali fino ad analizzare, nel dettaglio, come i Tribunali (e in particolare quello di Udine, punto di riferimento per il nostro territorio) risolvono questi dubbi.

1. Ordinario vs Straordinario: la regola generale

Il primo grande equivoco nasce spesso qui. L’assegno di mantenimento che è stato stabilito (o che versi) ha una funzione precisa: coprire le esigenze base.

Immaginalo come il “paniere base” per la vita quotidiana di Tuo Figlio: il tetto sopra la testa, il cibo nel piatto (mensa inclusa), il vestiario di tutti i giorni. Queste spese sono prevedibili e incluse nell’assegno di mantenimento mensile.

Le spese straordinarie, invece, coprono gli eventi imprevedibili o non quotidiani. Queste vanno ripartite (solitamente al 50%, salvo diverso accordo) oltre l’assegno.

Ma quali sono esattamente? E chi decide?

2. La Bussola: sentenza o protocollo?

Per evitare discussioni, devi sapere che esiste una gerarchia precisa:

  1. La Tua sentenza (o accordo omologato): se nel tuo accordo c’è scritto qualcosa di specifico (es: “spese mediche al 100% a carico del padre”), quella regola vince su tutto.
  2. Il Protocollo del Tribunale: Se la tua sentenza è generica (es: “spese straordinarie al 50%”) o richiama espressamente il “Protocollo in uso”, allora devi seguire le tabelle del Tribunale competente.

Poiché ogni Tribunale ha il suo Vademecum (che funge da “legge” in mancanza di accordi diversi), analizzeremo ora il Protocollo del Tribunale di Udine. Questo ci aiuterà a capire esattamente cosa devi pagare e cosa no.

3. L’elenco delle spese: il Protocollo di Udine in sintesi.

Il Tribunale di Udine distingue le spese in due grandi categorie: quelle che puoi sostenere senza chiedere prima il permesso e quelle che richiedono l’ok preventivo dell’ex.

A) Spese che NON richiedono accordo (basta la ricevuta)

Per queste voci, l’interesse del figlio è considerato prioritario. Tu procedi, paghi e hai diritto al rimborso (di norma al 50%) presentando la documentazione.

  • Spese Mediche:
    • Ticket sanitari e farmaci prescritti dal medico (inclusi quelli da banco se c’è ricetta).
    • Visite specialistiche richieste dal medico di base (non coperte dal SSN).
    • Occhiali, lenti a contatto e visite oculistiche.
    • Nota bene: Le cure dal dentista sono incluse, MA l’apparecchio (ortodonzia) è escluso da questo automatismo e richiede l’accordo.
  • Spese Scolastiche:
    • Tasse d’iscrizione e rette della scuola pubblica (inclusa l’Università per la durata legale del corso).
    • Libri di testo e corredo di inizio anno richiesto dagli insegnanti.
    • Trasporti pubblici (scuolabus o abbonamenti bus/treno).
    • Gite scolastiche: Qui c’è un limite preciso. Se la gita costa meno di € 300,00 l’anno, non serve chiedere permesso. Se supera questa cifra, serve l’accordo.
    • Lezioni private (ripetizioni) se consigliate dagli insegnanti.
  • Sport e Tempo Libero:
    • È dovuta senza preventivo accordo l’iscrizione a una sola attività (sportiva o artistica/musicale) per figlio.
    • Attenzione al budget: Il limite di spesa rimborsabile automaticamente è di € 50,00 mensili a carico di ciascun genitore (quindi costo totale max 100€/mese).
    • Attrezzatura necessaria (es: la divisa, le scarpe da calcio).

B) Spese che RICHIEDONO il “previo accordo”

Tutto ciò che è facoltativo o costoso richiede che i genitori siano d’accordo prima di spendere. Rientrano qui:

  • Scuole private.
  • Università fuori sede (a meno che non disti più di 100 km dalla residenza e la facoltà non esista in provincia, nel qual caso vitto/alloggio sono dovuti).
  • La seconda o terza attività sportiva (es: calcio + pianoforte).
  • Trattamenti ortodontici (apparecchio).
  • Vacanze studio o corsi extra non prescritti.

4. “E se lui/lei non risponde?” (Il silenzio-assenso)

Questa è la domanda che mi fate sempre:“Avvocato, gli ho mandato il preventivo del dentista ma tace da due settimane. Che faccio?”

Il Protocollo di Udine introduce una regola pratica fondamentale: il silenzio-assenso. Se invii una richiesta scritta (Raccomandata o PEC/Email), allegando il preventivo o i dettagli della spesa, e l’altro genitore non risponde motivando il dissenso entro 30 giorni, il suo silenzio vale come “Sì”. Attenzione: la richiesta deve essere formale e chiara. Un vocale su WhatsApp o una frase detta a voce al cambio turno del weekend non hanno lo stesso valore probatorio, per cui – sia per l’assenso, che per i rimborsi – è sempre consigliato l’invio di una mail o di un messaggio scritto.

5. Come gestire i rimborsi (senza impazzire)

Per chiudere, ecco tre consigli pratici basati sulle regole del Tribunale:

  1. Tempestività: non accumulare scontrini per anni. Il rimborso va chiesto per iscritto e il Protocollo prevede che venga pagato entro il mese successivo alla richiesta.
  2. No alle compensazioni fai-da-te: non puoi dire “Non ti verso l’assegno questo mese perché ho pagato io i libri”. Assegno di mantenimento e spese straordinarie viaggiano su due binari paralleli che non devono mai incrociarsi; l’assegno di mantenimento in particolare non è mai compensabile con altre spese.
  3. Bonus e detrazioni: ricorda che i bonus, i contributi o le detrazioni o deduzioni fiscali vanno ripartiti tra voi nella stessa percentuale delle spese (di solito 50/50).

Se vi ritrovate a litigare sistematicamente su ogni scontrino, spesso il problema non sono i 20 euro. Il problema è che gli accordi di separazione originali erano forse troppo vaghi, o non hanno previsto l’evoluzione delle esigenze di Tuo Figlio.

Qui sotto puoi scaricare il testo integrale del Protocollo di Udine per averlo sempre a portata di mano.

Se però senti che la situazione è bloccata e le regole attuali non tutelano più la serenità Tua e dei Tuoi figli, scrivimi. Insieme possiamo capire come riportare equilibrio nei vostri rapporti economici.

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Avv. Alberta Martini Barzolai ©